giovedì 25 febbraio 2010

Il business del pentimento

Tiger Woods e la Toyota non lo sanno, ma sono di "razza" italiana, applicano una tecnica che noi da secoli pratichiamo religiosamente: l' atto di contrizione che trasforma la punizione in premiazione. Dunque Tiger ha chiesto perdono come Gianni Morandi: «Ritornerò in ginocchio da te». E la Toyota, non potendo fare harakiri come i giapponesi, siè pentita come la Parmalat, ha chiesto scusa come i furbetti der quartierino. Nessuno meglio di noi italiani sa che il pentimento è un affare, è l' assoluzione dell' impunito che può dunque ripartire con la coscienza alleggerita verso lo stesso peccato. Così il pentimento della Toyota - otto milioni di auto ritirate - diventa un nuovo brand del suo famoso capitalismo "a qualità totale". Quei freni che non frenavano, quell' acceleratore che si incantava, erano come le notti bollenti di Tiger, come i suo figli illegittimi. Le scuse pubbliche, spalmate su tutti i giornali americani dalla Toyota e pacchianamente recitate in tv da Tiger, stanno trasformando quei peccati, industriali e sessuali, in nuovi capitali. Il pentimento è danaro fresco. E infatti adesso c' è la redenzione a garanzia della perfezione della Toyota: nessuno si pentirà di un' auto che gli ha venduto un pentito. E Tiger ha persino abbracciato in tv la mamma, che è l' origine di tutte le cose, è il ritorno all' innocenza della mammella, è garanzia e purificazione sacramentale. La mammaè l' accountability di Tiger, direbbero alla Toyota. Baciare la mamma significa baciare tutto il mondo e infatti, come ci ha raccontato Angelo Aquaro da New York, il perdono è subito piaciuto agli sponsor. C' è insomma una Wall Street del pentimento dove la tv riproduce la vecchia Sacra Penitenzieria Apostolica, il Tribunale della Curia Romana deputato a decidere sulle questioni di coscienza,a stabilire cioè la qualità del peccato e quindi il grado di legittimità del pentimento. Quando dunque Tiger tornerà a giocare, la Nike, la Gillette e la Gatorade incasseranno il plusvalore del pentimento, proprio come accade nella parabola del figliol prodigo: «extra ecclesiam nulla salus», fuori dalla Nike non c' è salvezza. Un Tiger pentito vale molto di più di un Tiger probo. Ed è solo al redento che la Chiesa sacrifica il vitello grasso, mai al devoto. E' vero che la fenomenologia del pentimento è uguale dappertutto, ma le litanie di Tiger in tv sono state recitate "all' americana". L' artificio e la messa in scena sono troppo caricaturali per noi che siamo abituati ai trucchi di Vespa, ai pareri del cardinale di turno e di don Mazzi, ai contriti faccia a faccia da Fazio... Gli occhi bassi, il viso segnato dal malessere dall' angoscia e dall' insonnia, le pene della terapia (o dell' astinenza?) sessuale, la rabbia contro i giornali, le dichiarazioni d' amore alla moglie, l' abito dimesso: è certamente ricca la tecnica di Tiger, ma nessuno al mondo può competere con Maria De Filippi. Rispetto alla sapienza italiana, Tiger si è pentito in maniera eccessiva, troppo spettacolare, scopertamente finta. La sua ostensione in tv è stata tanto ridicola quanto furba. In materia di pentimento insomma non c' è gara con l' Italia che ha avuto, citiamo a caso, fra Cristoforo, Galileo, l' ex mazziniano Crispi che chiese scusa alla monarchia, gli ex fascisti traghettati al comunismo, gli ex brigatisti conferenzieri che raccontano il proprio ravvedimento nei libri, nei film, nelle università. E ancora gli assassini che si dichiarano ex e, per non farsi pesare i cadaveri sulla coscienza, spiegano agli altri che non bisogna ammazzare. Come diceva il grande Calderon de la Barca la vita che non ti piace «es sueño», è sogno. Pensate a Morgan a "Porta a Porta", a Marrazzo in convento, a Buscetta e a Brusca, a tutta la canzone italiana che è una raffica di perdoni chiesti e concessi, di amori traditi: «Perdono perdono.../ io soffro più ancora di te», «Se stasera sono qui è perché so perdonare», «Oggi 29 settembre...». E pensate ad Alessandro Manzoni che ha fatto del pentimento uno dei suoi espedienti narrativi elevandolo a carattere italiano. Noi italiani sappiamo che pentimento e peccato sono il dritto e il rovescio e che ci si pente per prepararsi a peccare di nuovo e meglio. Di Tiger, se qualcosa ci piace, è la sua fragilità di uomo e non le sue smanie di redento che sono, come abbiamo visto, affari. Chi si pente riceve un credito, accende un mutuo. E infatti già salgono le azioni della Toyota e Tiger, con il bonifico-redenzione, sta per tornare, ancora più ricco, alla sue notti e ai suoi fantasmi perché peccati e pentimento "simul stant", sono solidali come due siamesi, sono la luce e l' ombra di un finto bamboccione che solo riconquistando la fiducia della mamma può tradirla di nuovo.

di Francesco Merlo; la Repubblica

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