C’è ancora qualcosa che ha il potere di stupirci? Sfogliamo il notiziario di
giornata. La Regione Lazio della sora Polverini, in preda a un attacco di
cultura, organizza per gli alunni delle elementari romane la proiezione di una
puntata de «I Cesaroni». Olè. Il Partito Democratico riesce a dividersi persino
sulla nomina del presidente dell’Anci, l’associazione dei sindaci. Hanno fatto
le primarie, non è una battuta, e lo sconfitto ha chiesto il riconteggio:
neanche questa è una battuta. Olè. La figlia del presidente del Consiglio manda
un esposto al ministro di Giustizia nominato dal presidente del Consiglio per
lamentarsi di una sentenza che riguarda un’azienda del presidente del Consiglio.
Olè. La Virtus Bologna allunga oltre due milioni di dollari a un giocatore di
basket della NBA per giocare una partita sola. Doppio olè (uno a milione). La
crisi toglie il sonno agli italiani, invece la Camera si occupa forsennatamente
di imbavagliare le intercettazioni, una pratica che interessa soltanto chi sta
al telefono coi pregiudicati, mentre i provvedimenti dimagri-casta agitati come
turiboli d’incenso per tutta l’estate si devono essere persi in qualche
sottoscala. Olè. Le agenzie di rating ci declassano, ma il ministro
dell’Economia con delega alla saccenza se ne infischia e pure le Borse, mai
andate così bene. Olè.
Mi domando cosa possa ancora scuoterci da tanto torpore. Forse il manipolo di democristiani che, a sentire i sussurri di Palazzo, fra qualche settimana farà cadere il governo: quello sì sarebbe stupefacente.
Mi domando cosa possa ancora scuoterci da tanto torpore. Forse il manipolo di democristiani che, a sentire i sussurri di Palazzo, fra qualche settimana farà cadere il governo: quello sì sarebbe stupefacente.
di Massimo Gramellini; LA STAMPA
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